LA STORIA DI VITO, IL "CAGNOLINO DELLA BUSTA"

Vito è un cagnolino che non ha avuto molta fortuna nella sua vita. Trovato a novembre 2015 ferito e dolorante, gettato in un misero sacchetto dell’immondizia, come uno straccio vecchio, sarebbe sicuramente morto se nessuno lo avesse trovato… per fortuna Guido Zambrano, uno dei nostri volontari ha sentito il suo flebile lamento e immediatamente lo ha soccorso.

La situazione è apparsa subito grave, Vito aveva una lesione alla colonna e i testicoli molto ingrossati. Ha subito due interventi, per l’asportazione dei testicoli prima e per la stabilizzazione della colonna poi.

La nostra socia e referente di Napoli, Roberta Saraco, lo ha preso con sé in stallo e amorevolmente accudito durante questo periodo. Speravamo che il piccolo si riprendesse prima, dopo la convalescenza dell’intervento alla colonna vertebrale, ma invece, sebbene sia migliorato, Vito era ancora molto dolorante in alcuni movimenti e manovre di fisioterapia. 

Quindi Roberta lo ha portato di nuovo dal veterinario, Vito è stato visitato e il veterinario ha ipotizzato problemi di origine neurologica, per cui ha consigliato un ulteriore consulto con uno specialista, e l’esecuzione di ESAMI NEUROLOGICI, TAC E RISONANZA.

Vito è stato quindi accompagnato da Guido qui al Nord per fare tutti gli accertamenti necessari.

Il 9 marzo abbiamo portato Vito alla clinica Neurovet di Legnano, dove avevamo appuntamento con il dott. Alberto Cauduro. 

Dopo aver visionato i referti in nostro possesso e aver visitato Vito, si è consultato in privato con la dott.ssa Francesca, anestesista. 

Tornati da noi, il dott. Cauduro ci ha spiegato che a Vito era stato inserito un chiodo, durante uno dei due interventi precedenti, probabile causa del dolore che il piccolo ha ad ogni movimento.

I dottori sospettavano inoltre uno stato infiammatorio, se non addirittura a livello di infezione, sempre probabilmente causato dal chiodo, ma questo si sarebbe potuto valutare con una RMN, impossibile da eseguire con la presenza di un oggetto di metallo.

A quel punto non ci restava altro da fare che dare il consenso all’intervento per l’estrazione del chiodo e a tutti gli accertamenti che ritenevano necessari.

Vito a quel punto è stato portato in sala operatoria e per noi è iniziata una lunga attesa.

Dopo circa tre ore il Dott Cauduro ci ha spiegato quanto era stata difficoltosa l’estrazione del chiodo, e ci ha fatto visionare le lastre della RMN e della TAC che avevano eseguito durante l’intervento.

Da queste si è constatata una forte infiammazione nella zona terminale della colonna, che non è stata riposizionata in modo corretto e si è saldata formando “un gradino”.

Inoltre, è stato prelevato del tessuto, poi inviato ad un laboratorio esterno per essere esaminato e prescrivere una cura mirata in caso di infezione.

Nel frattempo, è stata prescritta a Vito una cura d’attacco per eliminare il dolore.

 

Il 18 marzo abbiamo portato Vito al controllo. 

Il dott Cauduro e la dott.ssa Francesca hanno notato dei miglioramenti importanti, prima di tutto hanno notato il suo sguardo, decisamente rilassato e non più sofferente come prima. Inoltre Vito non piange più ad ogni movimento, come succedeva prima.

Insomma, questi miglioramenti fanno ben sperare anche se la cura sarà molto lunga e, fortunatamente, l'esito degli esami arrivato è negativo: quindi non c'è infezione ma solamente una forte infiammazione... per ora andiamo avanti con i farmaci che gli avevano prescritto e ci riaggiorneremo a fine marzo. 

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